Violenza sulle donne: dalla realtà al web giovani vittime dell’integralismo islamico

L’integralismo islamico continua a balzare agli onori della cronaca. Le efferate uccisioni, in particolare di giovani donne colpevoli di voler vivere la loro vita, spesso “all’occidentale” resta un rospo troppo grande da ingoiare per le famiglie. Genitori che diventano carnefici delle stesse creature che con amore hanno generato.  In Italia sono noti, purtroppo,  i casi delle giovani Hina e Sanaa morte entrambe per mano dei rispettivi padri.

Altri casi smuovono l’opinione pubblica. Non ultima la storia di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, donna iraniana di 43 anni, madre di due figli, condannata per adulterio e per complicità nell’omicidio del marito.  Per la quale è stata avviata una campagna di raccolta firme, anche su Repubblica.it, nel tentativo di salvarla dalla lapidazione.  La sua colpevolezza tra l’altro non è certa, ma una disposizione della legge iraniana consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo  anche in assenza di prove certe e decisive.

Un esempio delle brutalità è il video di una lapidazione avvenuta in Iraq, vittima una giovane diciassettene. Immagini forti riprese con un telefonino, che attualmente stanno facendo il giro della rete.

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Stelle cadenti

Il 12 agosto è stata la “Notte di San Lorenzo”, la “notte delle stelle cadenti” (ricordate il film “l’olio di Lorenzo”?). Io c’ero e dalla mia postazione, il balcone di una vecchia casa di Milano, ho scrutato il cielo. C’era di tutto, aerei di passaggio, stelle, altre cose illuminate. Ne ho scelta una, forse era solo una stella che si muoveva per gli affari suoi, oppure un aereo di passaggio. Non so. L’ho osservata per un minuto, cercando di mettere a fuoco cosa fosse e poi ho ripetuto mentalmente il mio desiderio (non potevo ad alta voce). L’ho ripetuto molte volte, di seguito, quasi fosse una lezione di scuola. Poi contento ho abbozzato un mezzo sorriso soddisfatto ed ho fissato ancora questo corpo illuminato che si muoveva solitario e l’ho guardato facendogli capire che il desiderio per me è importante, ma di certo non avrà solo il mio da esaudire, ne avrà molti; non ho fretta, mi sono messo in coda. Il desiderio mio era solo quello, altri non ne ho. Ora è nelle tue mani.

Alberto

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Ecopass. L’ecobancomat senza fondo (Riesumato da vecchio blog)

Le auto inquinavano. La benzina “normale” inquinava; era sporca, faceva fumo. Non poteva durare tanto. Qualcuno di cuore ecologista si è inventato la “super”, più pulita, bella, inquinava meno e le macchine godevano di migliorata potenza. Una manna dal cielo, insomma. Tutti ad usare benzina “super” che ovviamente costava di più. Questo era il pegno da pagare per il progresso. E’ durata anni, finché qualcuno non ha sentenziato che bisognava trovare qualcosa di alternativo che inquinasse meno. Sorvolando su gpl e metano (a mio avviso i migliori carburanti per auto, col pregio di costare davvero poco rispetto alla benzina in generale) è nata la benzina “verde”, inquinava poco, era ecologica (forse cancerogena), ma l’ambiente ringraziava. Tutti ad usare la benzina verde, solo la verde. La “normale” era già sparita pian piano con l’avvento della super e quest’ultima è andata finendo e sparendo con l’avvento della verde. Andò tutto bene fino a che non è stato coniato il termine “polveri sottili” e tutto tornò daccapo. Il mondo era di nuovo inquinato perchè la benzina, pur verde che sia, inquinava ed inquina tutt’ora. La soluzione ideale sarebbe stata l’incentivare l’uso del metano e del gpl, notoriamente puliti. Ovviamente le auto necessitano di un impianto apposito, che ha un costo di montaggio, occupa spazio (nelle utilitarie significa sacrificare spazio utile nel baule).

La soluzione è stata trovata in poco tempo e la si identificò nella parola “soldi”. Se un’auto inquina, perchè non fargli pagare una tassa? Inquinerà ancora, ma avrà pagato. L’ambiente non sarà salvo, ma le casse comunali si. A Milano si sono inventati l’”ecopass”, una sorta di pedaggio per entrare in una zona denominata “Cerchia dei Bastioni”. Le auto sono ancora quelle di sempre, quelle che andavano a benzina super ed ora vanno con la verde e quelle nate con la verde. Poi ci sono quelle “euro 4?, le meno inquinanti e che non pagano l’ingresso.

Il problema dell’ambiente di certo non si risolverà, ma l’”ecobancomat” è una manna dal cielo per le casse del Comune e per chi gestisce il sistema, non funzionante, a detta dei cittadini che non riescono ad attivare i pass acquistati e che saranno oggetto di contravvenzione, se non dimostreranno di essere stati in possesso del pass e di aver cercato, in tutti i modi, di attivarlo. (parere puramente logico e personale). Questi sono problemi del popolo, ai governanti non gliene importa. Importante è inventarsi un modo per far pagare qualcosa al cittadino, il nuovo “bancomat che cammina”, una riserva senza apparente fondo da cui attingere secondo necessità.

L’”ecopass” è morto in partenza, è uno spreco di denaro, è inutile, fa solo arrabbiare la gente poichè non è la soluzione al problema. E’ una lotteria, un gratta e vinci in cui vi sono migliaia di partecipanti ma l’unico vincitore è colui che stampa i biglietti ma non ne compra nemmeno uno.

L’ennesima buffonata.

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