Se Roma è ladrona l’altra squadra lo è di più

Che l’Italia stia affondando è un dato di fatto, basta leggere i giornali. Tutti ne discutono, ma non di sabato e di domenica. Se di venere non ci si sposa e non si parte, di sabato non si parla di crisi, è tabù; di domenica invece è vietato, “va tutto bene, c’è la Champion”. Termini come spread, disoccupazione, stipendi, posti di lavoro, crisi, non ci fanno più paura e ci passano davanti come le stagioni. Non ci arrabbiamo più, non ci interessano; è sabato e poi verrà la domenica. L’orgasmo della mente ora è “il goal che non ci hanno dato”, è “i ladroni dell’altra squadra”. Meglio di qualunque droga, per distrarre le menti sature di brutti pensieri legati alla fine del mese; senza vergogna si intasano Facebook ed i social network del pensiero calcistico anti-crisi, ma solo sabato e domenica. Domani è un altro giorno e la crisi tornerà a fare paura, con le cifre a tanti zeri, gli economisti in tv e qualche raro bestemmiatore a ricordare che il goal ce lo hanno rubato, ve lo hanno regalato, han fatto bene a non darvelo e che l’arbitro è, inconsapevolmente, un cornuto. Si torna alla normalità, in un pollaio dove le galline hanno starnazzato liberamente per un po’, e poi se ne tornano in silenzio nelle gabbie; poichè se Roma è ladrona, l’altra squadra lo è di più. Con buona pace dei disoccupati.

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